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12 marzo 2026 · 4 minuti di lettura

Come strutturare la documentazione di una pratica

Quando ritrovare un allegato richiede più tempo del previsto, il problema non è il metodo di ricerca: è l’impianto delle cartelle. Di seguito una struttura essenziale, applicabile a quasi ogni tipo di pratica.

Questa guida è un modello di impaginazione che useremo per le pubblicazioni successive. Serve a mostrare come vengono composti i testi: righe di lunghezza contenuta, paragrafi brevi e una gerarchia dei titoli costante.

Prima regola: una cartella per pratica

È il passaggio che viene saltato più spesso. Una cartella per ciascuna pratica, con una nomenclatura sempre identica: prima l’anno, poi l’identificativo. In questo modo l’ordinamento alfabetico coincide con quello cronologico e non richiede manutenzione.

Seconda regola: tre sottocartelle, non venti

  • Documenti ricevuti — tutto ciò che proviene da terzi.
  • Documenti prodotti — tutto ciò che viene redatto internamente.
  • Da lavorare — ciò che è stato acquisito ma non ancora esaminato.
Una struttura con più di tre livelli di sottocartelle non viene mantenuta: dopo poche settimane nessuno ricorda più il criterio con cui è stata creata.

Terza regola: rinominare all’acquisizione

Un file denominato scan_0012.pdf perde ogni significato nel giro di pochi giorni. Rinominarlo al momento dell’acquisizione richiede pochi secondi e ne fa risparmiare molti in fase di ricerca. Quando i documenti sono numerosi, 24suite.app applica la regola di nomenclatura all’intera cartella in una sola operazione.